(…) Ma quanta strada deve fare il ghiacciaio per diventare così? Da semplice neve farinosa, poi pressata, poi trasformata e poi a granelli sempre più minuscoli, fino a diventare un unico amalgama di ghiaccio?
Quali pressioni deve sopportare per dare alla luce quello stesso materiale compatto?
In questo risiede il fascino del ghiacciaio, non solo nella sua grandiosità e nella sua lucentezza, non solo nelle forme bizzarre delle sue instabili torri di ghiaccio e nella cupezza delle sue terribili voragini nere; il fascino del ghiacciaio risiede proprio nella sua mutevolezza e nella sua storia, nella magia che perpetua il suo moto nel tempo (…)





